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[appunti] Architettura della comunicazione contro l’entropia

27 aprile 2016/cose di internet
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Nei giorni scorsi ho letto il bel libro di Federico Badaloni Architettura della comunicazione. Progettare i nuovi ecosistemi dell’informazione, lettura fondamentale per chiunque si occupi di progettare e costruire ambienti informativi, dove sia ambienti che informativi vanno intesi nel senso più ampio possibile.

Ad un certo punto Federico Badaloni affronta il tema delle tag cioè delle «“etichette” che si possono inserire a mano all’interno di ogni contenuto per descrive gli argomenti trattati in esso». Si tratta di strumenti particolarmente utili «all’interno di architetture progettate per applicare automatismi al particolare punto di vista della redazione», perché permette di mettere in relazione tra loro contenuti in maniera automatica, senza richiedere l’intervento di un redattore che, manualmente, passi in rassegna tutto il contenuto del sito. Affinché questo sistema funzioni, occorre tenere a mente tre principi:

  1. Scegliere quale termine inserire significa adottare uno sguardo diacronico: inserire una nuova tag equivale a istituire un “luogo” per radunare i contenuti prodotti in momenti diversi in modo tale che, nel loro insieme, contribuiscano a far comprendere un argomento alle persone.
  2. Scegliere quale tag inserire è esprimere una visione della realtà.
  3. L’insieme delle tag è instabile e tende all’entropia. Pertanto è bene che ci sia una sola persona deputata a creare e/o modificare tag.

In base a questi principi, Badaloni stende una sorta di vademecum utile a redazioni e content strategist:

  1. Prima di aggiungere una tag a un contenuto domandatevi: “a chi cliccherà su questo tag fra tre mesi, farà comodo vedere questo contenuto oppure no?”
  2. Se decidete di partire da zero preferite l’universale al particolare. Tra “animali” e “orso bruno” scegliete “animali”, farete sempre in tempo ad aggiungere “orso bruno” in seguito nei contenuti per i quali sarà necessario.
  3. Quando scegliete un termine domandatevi se avrà senso tra un anno (per esempio evitando abbreviazioni, a meno che non siano di uso consolidato)
  4. Domandatevi se introducendo una determinata nuova tag se ne dovranno inserire altre di conseguenza.
  5. Siccome leggiamo da sinistra verso destra, è importante che per prima compaiano le tag più importanti.
  6. Nel dubbio, meglio inserire una tag in meno che una in più.
  7. Una discussione su una tag vale quanto la discussione sul titolo dell’articolo.

E poi sono inciampata in questo:

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Photo credit: cambodia4kidsorg via Foter.com / CC BY

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