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Sono stata al Festival della Scienza di Genova e ve lo racconto

25 ottobre 2013/cose che mi piacciono
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In realtà dire che sono stata al Festival della Scienza è un’esagerazione. E’ più corretto dire che ieri pomeriggio, avendo un po’ di tempo a disposizione, sono stata a Genova e sono andata a vedere due esposizioni e una conferenza di quel programma ricchissimo che compone il Festival della Scienza. Dieci giorni di eventi diversi rivolti a ogni tipo di pubblico, anche e soprattutto un pubblico generalista e non necessariamente “esperto”. Come me, che con la mia formazione irrimediabilmente umanistica di fronte a gran parte del programma del Festival della Scienza mi pongo con stupore ai limiti dell’infantile.

Anche per questo ieri ho scelto di cominciare dall’oratorio di San Giovanni di Prè dove il Centro Nazionale Sangue, l’Istituto Nazionale di Biostrutture e BiosistemiVID (Visual Institute of Developmental  Sciences) e il Festival della Scienza promuovono la mostra The art side of blood in cui il sangue viene raccontato attraverso l’arte in un’installazione realizzata da Julia von Stietencron e Vincenzo Scorza.

Qui Carlo Ventura, direttore scientifico della mostra, la racconta:

Sono rimasta incantata, in particolare, dall’idea di usare il suono delle cellule per comporre la musica che accompagna l’installazione, una cosa che probabilmente Pierre Schaeffer nemmeno sognava di poter fare.

Oltre all’installazione sono presenti diversi spazi dedicati a laboratori per le scuole e all’approfondimento più scientifico del tema della mostra, cioè il sangue visto come portatore di informazioni. Cito dall’ultima slide:

Abbiamo un crescente bisogno di separare il ‘contenuto informazionale’ della vita dal suo ‘substrato materiale’. L’informazione è da ritenersi l’essenza della vita.

Inutile dire che quest’ultima frase ha scatenato una serie di riflessioni sul mio lavoro per il quale l’informazione (in senso lato, non semplicemente in termini di “notizia”) è assolutamente centrale e sempre più non può prescindere dall’idea di un flusso che non solo porta informazione ma è informazione esso stesso, in costante trasformazione.

Molto interessante l’approfondimento più “tecnico” del tema. E se considerate che questo è, grosso modo, il mio livello di conoscenza dell’argomento:

vorrei rivolgere un plauso particolare alla giovane studentessa/animatrice che è riuscita a spiegarmi e, soprattutto, farmi capire l’idea di sangue come veicolo di informazioni.

Il Festival della Scienza, distribuito in diverse e numerosissime location che coprono tutta Genova è anche un’occasione per visitare luoghi di cui spesso ignoriamo quasi tutto, tranne l’esistenza. Era il caso, per me, di San Giovanni di Prè, di fronte al quale sono passata innumerevoli volte senza mai avere l’occasione di entrarci.

La Loggia di Banchi, invece, è un posto in cui cerco di entrare ad ogni occasione possibile. Ed è per questo che ieri, andando da piazza della Commenda a Palazzo Ducale, mi sono fermata per dare un’occhiata alla mostra sul grafene scoprendo così, grazie alla guida di un giovanissimo e appassionato animatore, un materiale di cui ignoravo i possibili, futuribili-ma-non-troppo, utilizzi, con tanto di esperienza “da nobel” grazie a un pochino di grafene, un pezzeto di scotch e un microscopio. Chissà, magari un giorno nemmeno troppo lontano i nostri computer saranno costruiti sul grafene, gli schermi dei nostri smartphone saranno touch e flessibili grazie a questo materiale e potremo piegarli per metterli più comodamente in tasca.

Nel frattempo si può anche giocare:

Ho concluso il mio pomeriggio a Palazzo Ducale assistendo alla lectio magistralis di Massimo Robberto, che lavora alla NASA come responsabile tecnico della camera infrarossa NIRCAM, lo strumento principale del telescopio spaziale JWST che sostituirà Hubble nel 2018. Il tema del Festival quest’anno è la bellezza e difficilmente si troverà qualcosa di più bello delle immagini del cosmo riprese da Hubble, raccontate da uno dei suoi responsabili, capace di renderle comprensibili agli occhi meno esperti.

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